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Gen 102018
 

By Michele Smargiassi

Titolimulta

Cari ragazzi, generazione degli sdraiati, siete ricchi. Fatevi un giro sulle pagine Facebook di mamma e papà, fate un po’ di screenshot e portateli dal giudice per l’incasso. Altro che paghetta.

Se avessero ragione questi titoli di giornale, ovviamente. Invece no. Pubblicare semplicemente le foto dei figli sui social non è illegale. Genitori, tranquilli. Non si viene multati solo per questo.

Non ha molto senso neppure metterci un prudente “rischiano di essere multati”. Anche io ogni volta che salgo in macchina rischio di essere multato. Ma salire in macchina non è un reato, né una colpa, né un’infrazione. Dipende cosa ci faccio, con la macchina. Se metto sotto un pedone sulle strisce, allora sì. Ma il reato è quello, non è avere usato la macchina.

La coralità, la viralità, l’omogeneità con cui la notizia della sentenza del Tribunale di Roma che pare abbia multato per diecimila euro una madre denunciata dal figlio sedicenne perché postava ripetutamente sui social immagini di lui (ma quali? Cosa mostravano?) e commenti (ma quali? Cosa dicevano?) è stata data tradisce il livello allarmante di panico sociale da immagine che assale oggi l’opinione comune (allegramente cavalcato dai media).

Sì, panico, non esagero. Ansia morale e disagio della civiltà, proprio così. Una condizione straordinariamente propizia per la creazione, direbbe il mio amico Luca Sofri, di “notizie che non lo erano”.

Per cavalcare questo panico, infatti, bisogna forzare un po’ i termini reali delle notizie. Dei dettagli di quest’ultima in effetti si sa molto poco. Gli articoli di giornale che la riportano sono tantissimi, ma tutti colati nello stesso ripetitivo stampino, parziale e vago.

Se ne capisce abbastanza, però, per intuire che dev’esserci dell’altro in quella storia, oltre la pura e semlice pubblicazione di foto non gradite. Verosimilmente un problema relazionale grave tra madre e figlio, forse una potestà genitoriale contestata, insomma una condizione di conflitto familiare nella quale le foto postate sui social possono essere state solo l’arma, più che la causa, del comportamento che il giudice ha punito.

A ben scavare dietro altre notizie simili a questa si scopre spesso che il vero problema è una guerra senza quartiere fra coniugi separati, che litigano pure su chi abbia o meno il diritto di postare le foto dei figli sui social.

Queste notizie ci rivelano semplicemente una verità che abbiamo sotto gli occhi: i social sono diventati, nel bene e nel male, uno spazio della quotidianità, e come tali entrano in tutte le nostre relazioni, quelle sane e quelle malate.

Non sono i social, non sono le foto che pubblichiamo sui social a rendere malate le nostre relazioni. Può benissimo però accadere il viceversa, che relazioni malate si servano dei social. Ma allora, il problema sono le relazioni malate, non le fotografie.

Dite, cari colleghi. Se la notizia fosse che una madre, per esasperare il figlio con cui ha un conflitto insanabile, sapendo che è vegetariano gli cucinasse solo carne, e il giudice intervenisse contro questa violenza psicologica, ecco, se questa …read more

Source:: http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2018/01/10/fotografie-figlio-social-sentenza-multa-genitore/

      

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