Lug 112018
 

By Michele Smargiassi

Salvini1

Dal ritratto equestre dell’imperatore al premier con la pizza nel cartone. Quanto è decaduta la rappresentazione della politica? “Per nulla. La camicia bianca di Salvini è solo la nuova versione della statua a cavallo”, è la risposta imprevista di Riccardo Falcinelli. Grafico e studioso di cultura visuale tra i più apprezzati dell’ultima generazione, autore di una utilissima Critica portatile al visual design. Gli chiediamo di smontare la retorica delle nuove immagini del potere.

Matteo Salvini a Pontida (ansa)

“Di solenne, poco. È bianca e non azzurra come la camicia dei businessman. Può sopportare la cravatta durante una cerimonia ma stare slacciata nei talk show. E soprattutto, la sua fidanzata gliela stira”.

Non dovrebbe?

“Faccia pure, io parlo della fotografia in cui recita la brava donna di casa che stira la camicia al marito. E quella camicia è la stessa. Può sembrare un dettaglio e invece è la costruzione sapiente di una narrazione”.

Non lo fa un po’ troppo consapevole?

Elisa Isoardi stira la camicia di Matteo Salvini (Instagram)

“Non è necessario che lo sia. Quelle foto funzionano perché lei sta stirando una camicia bianca, io dubito che Salvini possieda solo camicie bianche, quella foto afferma: io sto stirando proprio la camicia che gli vedrete addosso domani quando farà il suo lavoro, è questo il pezzo forte. Non so se c’è dietro un comunicatore raffinato, potrebbe anche non esserci. Gli strumenti per fabbricare immagini sono tanto evoluti che sono sapienti al posto nostro. Ci aiutano a dire ‘bene’ le cose anche se non ce ne rendiamo conto. Il destinatario vede l’immagine e senza bisogno di semiologi la riconosce, la sa leggere, e quella cosa finisce per parlare”.

Ma come si arriva dal cavallo al selfie?

“Gradualmente. Senza scossoni. L’immagine che i politici hanno sempre dato di sé, dai tempi della pittura ad olio, era istituzionale. Cecil Beaton fotografava la regina Elisabetta con al corona in testa. Ora quel tipo di solennità costruita la troviamo solo nelle foto di moda. Le immagini che i politici diffondono oggi tentano di sostituire la colloquialità alla ieraticità”.

Anche Mussolini si toglieva la camicia e mieteva il grano…

“Erano sempre immagini istituzionali, semplicemente fuori dallo schema borghese. Erano costruzioni monumentali, verticali. Anche la bandana di Berlusconi aveva qualcosa di istrionico, ma faceva ancora parte del vecchio schema equestre…”.

La fotografia finto-spontanea ha una lunga storia… La inaugurò Roosevelt, ne fece un’arte Kennedy, pensiamo al ritratto con il figlio John Jr che gattona sotto la scrivania dello Studio Ovale… Fecero scandalo le foto dei baci tra Occhetto e la moglie Aureliana a Capalbio…

Tretick

Stanley Tretick, John F. Kennedy nel suo ufficio, 1963

“C’era verosimilmente un fotografo che prendeva l’iniziativa, con un po’ di mestiere… ‘Facciamone una così che è simpatica’… Cambiava il contenuto, non la struttura verticale del messaggio. La svolta vera è che oggi i politici cercano di mimare l’aspetto e il funzionamento orizzontale delle immagini dei social”.

Ma sono sempre immagini costruite. Una retorica c’è sempre.

“Ovvio. Ma è più difficile da vedere e più …read more

Source:: http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2018/07/11/riccardo-falcinelli-fotografie-salvini-politica/

      

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